Agricoltura in Aree Protette
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L'iniziativa comunitaria Equal
Azione 3
Novità

Progetto Azione 3 - Contributi

Le attività dell’Azione 3 di “Aree protette"

L’Azione 3 dell’Iniziativa comunitaria EQUAL rappresenta per gli attori che vi partecipano una grande occasione per portare in visibilità il patrimonio di risultati conseguiti nella sperimentazione di nuove vie di integrazione tra lavoro e inclusione sociale, fatte dai partenariati di sviluppo nel corso delle loro attività di Azione 2.
Infatti, l’Iniziativa Equal ha rappresentato fin dal suo lancio nell’anno 2000 un laboratorio privilegiato di sperimentazione di prassi integratrici con l’esplicito obiettivo di contribuire ad innovare le politiche per l’inclusione a livello locale, nazionale e comunitario (policy mainstreaming).
In tale scenario l’Azione 3 ha proposto un’idea di mainstreaming inteso come processo dinamico che si concretizza in una serie di azioni di varia natura, che vanno dalla elaborazione e diffusione di risultati fino all’applicazione concreta delle sperimentazioni di successo in contesti diversi da quello originario.
In particolare per il nostro Paese, l’Azione 3 è stata lanciata alla fine del 2003 e, dopo il processo di selezione, ha finanziato dalla primavera 2004 39 progetti, svolti da gruppi di partnership (le cosiddette cordate) o da partnership singole. Nel complesso, l’Azione 3 finanzia attività di networking, di diffusione di buone prassi nonché di impatto sulle politiche nazionali, finalizzate a favorire l’incontro tra domanda e offerta di buone prassi.

Conseguenza di quanto detto è che l’Azione 3 è finalizzata a rafforzare l’impatto delle PS sulle prassi e sui sistemi di riferimento tramite il finanziamento di misure che permettano di ampliare il raggio di azione e l’incidenza delle sperimentazioni. Ciò viene fatto puntando, da un lato, a permettere alle PS di raggiungere una platea molto vasta di potenziali utenti; dall’altro lato, a soddisfare o anche indurre la domanda di nuovi modelli e strategie di lotta all’esclusione socio-lavorativa da parte dei decisori politici e del mercato, proponendo soluzioni innovative a problemi gravi di disuguaglianza e discriminazione nel mercato del lavoro italiano.
Per raggiungere tali obiettivi il nostro Paese ha scelto due strade principali:

  1. finanziare percorsi di mainstreaming (costruiti come azioni modulari) alle PS singole o in cordata;
  2. realizzare azioni di sistema, strutturate come misure di accompagnamento a favore dell’Autorità di Gestione e delle Regioni e Province Autonome, volte a favorire il coordinamento delle azioni in atto sul territorio nazionale e l’eventuale messa a regime delle innovazioni sperimentate.

In questo contesto si colloca il programma di lavoro che Federparchi e la PS Aree protette hanno avuto finanziato per l’Azione 3. “Aree protette – Azione 3” è un “pacchetto” di attività di mainstreaming integrato, vale a dire di livello sia orizzontale, sia verticale, collegate alla priorità tematica relativa ai “Modelli e servizi atti a prefigurare condizioni di lavoro favorevoli al permanere in attività e ad agevolare il trasferimento delle competenze tacite anche in riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.
Il programma di lavoro è finalizzato a sviluppare e realizzare una strategia multilivello, vale a dire comunicativa, informativa e formativa per aggredire le difficoltà che caratterizzano il lavoro di quanti operano in aree protette e per vincere la resistenza al cambiamento e ai vantaggi che derivano dalla collaborazione fra conservazione dell’ambiente e attività produttive e di sviluppo.
Il know how sviluppato dalla partnership “Aree protette” nel corso delle attività realizzate in Azione 2 fornisce un insegnamento che è anche una duplice indicazione operativa per l’intervento di mainstreaming. Infatti, si deve ricordare che la realtà lavorativa delle aree sottoposte a tutela è un microcosmo sfaccettato e complesso, ricco di potenzialità di sviluppo poco sfruttate e di limiti di vario tipo che spingono le economie locali su posizioni marginali. D’altro canto, tuttavia, le esigenze di chi lavora e opera per sviluppare tali aree sono articolate e interessano molti ambiti di intervento (normativo, formativo, di sostegno al reddito, di genere, culturale, ecc.). Questa duplice indicazione trova nelle attività attualmente in corso di realizzazione per l’Azione 3 una risposta in termini di diffusione, di trasferimento e, soprattutto di cambiamento nei sistemi di riferimento. Infatti, il mix di attività messo in campo e i risultati osservati nei primi sei mesi di attività stanno avendo conseguenze su pubblici - obiettivo diversi fra loro, ma tutti interessati dal problema evidenziato: gli agricoltori, le istituzioni del governo locale, i responsabili dei parchi, il pubblico dei visitatori e dei fruitori in generale, i gestori degli agriturismi, gli allevatori, le associazioni di rappresentanza trovano nelle iniziative adottate elementi per ottenere un valore aggiunto in termini di conoscenza, di consapevolezza, di soluzioni operative, di innovazione di sistema. Queste iniziative, tramite la sistematizzazione, la modellizzazione e il trasferimento dei risultati finora maturati nell’Azione 2 di “Aree protette” , forniscono un contributo significativo e tangibile alla costruzione di politiche di formazione lungo tutto l’arco della vita per gli operatori dei parchi e delle aree sottoposte a tutela, poiché sono in grado di fornire ai decisori politici e agli operatori dello sviluppo delle risorse umane strumenti pratici sperimentati ed efficaci.
L’insieme delle azioni in via di realizzazione comprende: l’organizzazione e realizzazione di tre workshop a livello regionale per discutere ed eventualmente migliorare le politiche e normative a livello locale, regionale e provinciale al fine di risolvere gli elementi di discriminazione che colpiscono gli agricoltori operanti in aree protette, di un workshop nazionale per la restituzione dei risultati delle ricerche svolte in Azione 2 all’intero sistema dei parchi e delle aree protette, la realizzazione di una campagna mediatica (sul network televisivo pubblico, completata dalla realizzazione di una newsletter specifica) per la conoscenza delle problematiche di sviluppo e di crescita economica delle aree sottoposte a tutela e la realizzazione di una videocartolina sullo sviluppo delle risorse umane di chi lavora in aree protette.

Antonio Mocci