Agricoltura in Aree Protette
Chi è Federparchi?
Gli obiettivi del progetto
Le Attivita' Previste
La scheda del Progetto
L'iniziativa comunitaria Equal
Azione 3
Novità

Obiettivi generali

In questa ottica, le azioni sono mirate al conseguimento di risultati così sintetizzabili:

  • assicurare la continuità della gestione agricola nelle zone sottoposte a svantaggi naturali;
  • favorire il mantenimento di una comunità rurale vitale in loco, anche col concorso della ricettività agrituristica e dell'ospitalità rurale;
  • arricchire i livelli di conoscenza e di comunicazione degli occupati in agricoltura all’interno delle aree protette;
  • promuovere sinergie tra il mondo del lavoro in agricoltura, il mondo della conservazione ambientale ed i diversi attori-chiave dello sviluppo in una strategia condivisa per la tutela del capitale umano;
  • creare un osservatorio permanente delle “buone pratiche” realizzate nei nuovi bacini economici dati dall’agricoltura biologica, dalla produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti tipici, dalle attività extra-agricole, in particolare legate al turismo e più in generale alle attività integrative al reddito agricolo;
  • avviare interventi volti a creare nuove opportunità specie per i lavoratori di giovane età in modo da contrastare gli esodi di risorse umane e trattenere forza lavoro nelle aree protette;
  • valorizzazione delle risorse femminili nei nuovi contesti lavorativi;
  • miglioramento delle condizioni di lavoro e sua conciliabilità con i tempi della famiglia ed i tempi personali;
  • conservare lo spazio naturale, incrementando la compatibilità delle pratiche agricole con l’ecosistema delle diverse aree, con particolare riferimento alla difesa della biodiversità, alla riduzione dell’inquinamento dei corpi idrici, al contenimento dell’erosione, alla salvaguardia della fertilità dei suoli;
  • promuovere e mantenere sistemi di produzione agricola sostenibili a basso impatto ambientale che tengano particolare conto dei requisiti in materia di ambiente(agricoltura biologica);
  • garantire il rispetto dei requisiti in materia di ambiente e assicurare l’uso delle superfici agricole nelle zone sottoposte a vincoli ambientali;
  • salvaguardare il paesaggio che è sempre più minacciato dalla semplificazione degli ordinamenti produttivi e dall’abbandono dell’agricoltura nelle aree marginali;
  • sviluppare le produzioni tipiche e di qualità ed ottenere prodotti ad alto valore aggiunto e con buone prospettive di reddito assecondando così le tendenze di mercato.

Come conseguenza secondaria, l'intervento proposto intende concorrere a rendere possibile l'obiettivo generale di uno sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione del patrimonio ambientale del paese, a partire dalle aree protette della dorsale appenninica, tramite la formazione di nuovi operatori e l'adeguamento della manodopera esistente in grado di fornire strutture di presidio e di servizio permanente nel settore agro-silvo-pastorale, più direttamente investito da responsabilità ambientali, per quel che riguarda gli interventi colturali ed in genere agro-ambientali.
La l. n° 394/'91, legge quadro sulle aree protette, pone in stretto collegamento la questione della valorizzazione insieme a quella della tutela, impegnando l'iniziativa pubblica alla promozione dello sviluppo economico e sociale basato sulla specificità e straordinarietà delle risorse ambientali individuate, ma da utilizzare in forma sostenibile: le numerose aree protette istituite nel decennio di operatività della legge, la formazione in corso della Rete Ecologica nazionale, i progetti nazionali di sistema avviati, quali Alpi, APE (Appennino Parco d'Europa), Isole Minori, CIP (Coste Italiane Protette), testimoniano nel concreto di tale impegno.
In coerenza con il progetto nazionale di sistema APE, ed a specificazione di quanto indicato nel formulario di ammissione all'Azione 1, dove tra i partner era compreso il solo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la partnership è stata allargata a comprendere altri due Parchi; l'intervento, quindi, si organizzerà operativamente in tre aree campione dell'Appennino, dove tre Parchi costituiranno le sedi delle attività progettuali e del controllo ispettivo, rappresentative delle tre sub-aree di programma di APE: il Parco Nazionale dell'Alto Appennino Modenese nella sub-area settentrionale dell'Appennino Ligure - Toscano - Laziale; il Parco Nazionale Foreste Casentinesi nella sub-area centrale dell'Appennino Romagnolo - Umbro - Marchigiano - Abruzzese, il Parco Nazionale del Gargano nella sub-area meridionale dell'Appennino Abruzzese - Molisano - Pugliese.