Agricoltura in Aree Protette
Chi è Federparchi?
Gli obiettivi del progetto
Le Attivita' Previste
La scheda del Progetto
L'iniziativa comunitaria Equal
Azione 3
Novità

La strategia generale del progetto

girasoliSi basa sulla convinzione dell’efficacia della collaborazione dei risultati possibili tra un Partenariato di Sviluppo che vede insieme Federparchi, le Associazioni agricole nazionali ed altre Associazioni, anche formative, con un lungo bagaglio di esperienze comunitarie in Adapt e Occupazione.

Dall’incontro e dalla cooperazione della PS nazionale e dalla cooperazione transnazionale ci si attendono le seguenti macroattività:
  • l’analisi e la descrizione degli aspetti socio-economici del settore (fattori di debolezza e punti di forza) ed i problemi di discriminazione e le variabili di disuguaglianza legati all’adattabilità dei lavoratori agricoli operanti in zone collinari e montane all’interno delle aree protette;
  • l’analisi e la definizione dei possibili percorsi di intervento tenuto conto delle competenze e dei ruoli assegnati all’interno della PS;
  • l’identificazione dei soggetti privilegiati destinatari degli interventi;
  • l’individuazione e la promozione di azioni a sostegno di settori locali trainanti anche mediante l’utilizzo delle opportunità date da patti in essere ( Patti territoriali, Patti verdi, ecc.);
  • la definizione di strategie di collaborazione (accordi, protocolli di intesa, patti, ecc.) tra il sistema delle aree protette e il mondo agricolo e sua diffusione e applicazione a livello locale;
  • La sperimentazione di strategie per contrastare i deficit di conoscenza e di comunicazione che caratterizzano gli occupati in agricoltura specie nelle aree geografiche interessate. Al riguardo si segnala che tra gli agricoltori “over 50” si concentra la maggior parte degli illetterati o di persone soggette a fenomeni di analfabetismo di ritorno dei 2 milioni di adulti presenti in Italia;
  • La formazione di figure professionali specializzate nello sviluppo del territorio e nel sostegno al tessuto imprenditoirale (soprattutto delle imprese agricole a carattere familiare) per la elaborazione dei piani di sviluppo di risorse umane;
  • L’elaborazione e la sperimentazione di interventi di tipo informativo, consulenziale e formativo finalizzati a sostenere imprese e lavoratori che sperimentano forme di organizzazione del lavoro innovative nel nuovo bacino occupazionale dell’agricoltura biologica e delle attività extra-agricole;
  • la sperimentazione e la definizione di buone prassi riferite alla formazione degli addetti agricoli nell’ambito delle aree protette, in un’ottica di trasferimento sui sistemi e sulle politiche della formazione e dell’occupazione (mainstreaming);
  • il consolidamento della cooperazione tra mondo agricolo e mondo della protezione finalizzato all’arricchimento di competenze professionali obsolete ed emarginate;
  • l’avvio di interventi volti alla creazione di nuove imprese e all’ampliamento dei campi di attività di quelle già esistenti;
  • il sostegno delle Pari Opportunità tra uomo e donna.

La strategia complessiva della PS intende contribuire a risolvere i problemi di discriminazione e le variabili di disuguaglianza legati all’adattabilità dei lavoratori agricoli operanti in zone collinari e montane dell’Italia ricadenti in aree protette.

Il progetto proposto contribuisce in via generale a:

  • arricchire competenze professionali obsolete utilizzando le nuove opportunità economiche date dallo sviluppo dell’agricoltura biologica e dei prodotti tipici e più in generale delle attività economiche legate allo sviluppo sostenibile (ad esempio, accoglienza agrituristica, sport agresti, guide ambientali, trasformazione e commercializzazione prodotti tipici, etc.);
  • stimolare lo sviluppo di attività lavorative che si svolgono all’interno della Società dell’Informazione;
  • arricchire i livelli di competenza e di comunicazione dei lavoratori agricoli;
  • favorire le opportunità di crescita professionale e personale delle donne lavoratrici;
  • utilizzare le opportunità finanziarie ed i Patti in essere esistenti nel sistema delle aree protette assecondando le tendenze del mercato;
  • elaborare metodologie e prassi, in un’ottica di mainstreaming, per la valorizzazione degli occupati in agricoltura finalizzate alla formulazione di azioni che prevedono percorsi formativi anche individuali volti a contrastare discriminazioni e combattere l’obsolescenza professionale dei lavoratori;
  • promuovere azioni a sostegno di settori locali trainanti (agricoltura biologica, attività extra-agricole, turismo, ecc.) attraverso creazione di nuove competenze professionali in grado di assecondare i processi di cambiamento in atto e di evitare l’emarginazione dei lavoratori con competenze inadeguate